Cassazione: immobile inagibile, riduzione Ici anche senza richiesta del contribuente

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“Lo stato di inagibilità che esclude il pagamento dell’ICI in misura integrale doveva ritenersi esistente anche se la contribuente non aveva presentato richiesta di usufruire del beneficio della riduzione del 50% prevista dall’art. 8 comma 1 D.L.gs 504/199” è quanto afferma la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 18453 pubblicata il 21 settembre scorso.
“in tema di ICI e nella ipotesi di immobile inagibile, inabitabile e comunque di fatto inutilizzato, l’imposta va ridotta al 50 per cento, ai sensi dell’art. 8, primo coma, del d.lgs. 30 dicembre 1992, n- 504, e, qualora dette condizioni di inagibilità o inabitabilità – accertabili dall’ente locale o comunque autocertificabili dal contribuente 3 Corte di Cassazione – copia non ufficiale permangano per l’intero anno, il trattamento agevolato deve estendersi a tutto il relativo arco temporale, erroneamente il giudice di appello ha rigettato il ricorso ritenendo non provato lo stato di inagibilità dell’immobile, peraltro mai contestato dal Comune di Verbania. Infatti, al contrario, era perfettamente noto al Comune di Verbania che l’immobile fosse in condizioni di grave inagibilità considerato che lo stesso Comune, scaduta la concessione edilizia in data 28/7/1998, non aveva concesso alcun permesso edificatorio sicchè nessun intervento edilizio poteva essere eseguito. Infatti la permanenza dello stato di inagibilità che esclude il pagamento dell’ICI in misura integrale doveva ritenersi esistente anche se la contribuente non aveva presentato richiesta di usufruire del beneficio della riduzione del 50% prevista dall’art. 8 comma 1 D.L.gs 504/1992 tanto più che tale stato era noto al Comune e risulta confermato dalla istanza di variazione della destinazione da D4 a Unità Collabente presentata in data 13/2/2007 all’Agenzia del Territorio la quale ha dichiarato l’immobile unità collabente.”