La favola delle tasse (un pollo per ogni pentola)

A questo punto del percorso ritengo opportuno affrontare un argomento apparentemente poco tecnico, ma di applicazione quotidiana: le tasse oggi. Al cittadino italiano vengono  propinate una serie di articolate e diffuse informazioni per consentirgli di pagare le tasse, ma alcuna nozione viene spesa per formare una coscienza tributaria ovvero per consentire al cittadino di comprendere, e quindi rispettare, la natura e le finalità del sistema contributivo.  I mezzi di informazione ( quotidiani, telegiornale, salotti televisivi ecc.) generalmente riportano le affermazioni di politici e politicanti , i quali paventano la necessità delle tasse anteponendo a tale bisogno argomenti quali : il debito pubblico, la crisi economica mondiale, la dilagante evasione ecc. Insomma alle tasse viene attribuito il ruolo di panacea di tutti i mali, lo slogan subliminare è “ più tasse pagate meglio stiamo tutti”. Tuttavia al cittadino medio manca l’ idea semplice di tassa per cui non carpisce il perché ovvero  lo scopo delle tasse,  ciò porta spesso nell’identificare le tasse come un’assurda vessazione, un’intollerabile ingiustizia. Eppure un argomento così importante , componendo una cosciente provocazione, andrebbe spiegato già ai bambini magari a mò di favola.  In assenza dell’ora di educazione tributaria nelle scuole , ecco come, da illuso autodidatta,  mi spiego le tasse nell’attuale contesto storico.

Lo Stato è una comunità di persone  che condivide strutture e servizi diretti da alcune di queste persone. Tali strutture e servizi hanno un costo che viene reperito tramite le tasse ovvero il contributo economico richiesto a  ciascuno dei membri della comunità. Fino a qui tutto semplice, scontato, ripetitivo. Ma perché le tasse devono essere aumentate ? perché nel nostro paese la pressione fiscale lede il minimo vitale di milioni di persone ? perché praticamente ogni legge italiana prevede il reperimento di fondi tramite nuove  tasse ? . L’attuale Governo, comunque sulla scia dei precedenti, fa leva sul populismo e sulle proprie arti mediatiche paventando l’imminente risoluzione della crisi e componendo proclami autocelebrativi del tipo vi daremo “ un pollo per ogni pentola “ ( cit. Enrico IV di Francia ) . Di fatto invece aumenta le tasse per reperire le risorse necessari a sostenere…. i costi dello Stato. Infatti la mal celata verità è che con i tributi si richiede di sopperire   ai costi esorbitanti dello Stato,  quindi le tasse non svolgono la loro naturale funzione  di coprire le spese dei servizi e le strutture pubbliche. Facciamo subito un distinguo chiarificatore.  Le spese dei servizi e delle strutture pubbliche sono inerenti alle risorse economiche necessarie per il funzionamento degli Ospedali, delle strutture burocratiche, delle forze dell’ordine ecc. Per costi dello Stato , viceversa, dobbiamo intendere : gli stipendi e le pensioni dei politici nonchè  dei grandi dirigenti statali ; le spese di rappresentanza politica (finanziamento ai partiti, viaggi diplomatici estero, rimborso spese ecc.) ; i costi degli immobili di stato ( manutenzione dei fabbricati statali e locazione di immobili di proprietà di privati) ecc. . Ebbene la maggior parte delle tasse incassate e richieste sono ovviamente destinate alle spese pubbliche , tuttavia gli eccesivi costi dello Stato di fatto producono la crescente esigenza di aumento delle stesse tasse.  Tant’è che è fatto notorio, nonché massima di esperienza comune,  il fatto che le tasse aumentano ed i servizi pubblici vengono addirittura ridotti. Assistiamo quindi ad un palese spreco di risorse pubbliche, mentre da anni per far quadrare i conti si ricorre ad un incremento progressivo della pressione fiscale sui cittadini e le imprese, o a tagli lineari che colpiscono anche i servizi sociali. Eppure i costi dello Stato , rectius i costi della politica, non vengono significativamente ridotti mentre i governanti continuano a richiedere ai cittadini sforzi sempre più ingenti,  colpevolizzando viceversa un nemico invisibile : l’evasore. Di fatti l’evasore è l’alibi ideale da utilizzare per richiedere nuove tasse, perché l’evasore, quello vero, non replicherà a tale accusa e non porterà  il reale numero della sua evasione in una trasmissione televisiva per far notare che sono i costi ovvero gli sprechi di Stato a richiedere nuovi balzelli e non l’ammontare della sua evasione.

Già la lotta all’evasione e la riduzione della pressione fiscale sono gli argomenti più gettonati ogni qualvolta si affronta il tema delle tasse nei salotti della politica. In concreto però le tasse aumentano e gli evasori pure , perché chi non pagava prima continua a non pagare ed il numero di quelli che pagavano,  davanti al nuovo aumento delle tasse , chiaramente diminuisce. Per coniare il predetto teorema e viverne la concretezza non credo si debba essere dei luminari della scienza delle finanze , basta  recarsi al bar sotto casa e confrontarsi con le persone. In pratica in attesa del pollo della predetta metafora ci tolgono pure le pentole. Le tasse restano comunque un elemento essenziale per garantire la vita ed il grado di civiltà del nostro paese, ma non devono essere utilizzate ed incrementate per coprire il malgoverno che ci affligge da anni. Eppure su questo tema i veri addetti ai lavori continuano a raccontarci una favola fatta di sacrifici necessari, incolpevole crisi economica, colpevole evasione fiscale e politici competenti al nostro servizio, una favola che non sembra concludersi con il fatidico “ e vissero tutti felici e contenti”. Eppure c’era una volta un’Italia capace di comprendere quando è giunto il momento di cambiare…