Il Garante della privacy replica all’ Agenzia delle Entrate, criticità non risolte

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“…sono state riscontrate numerose ed importanti criticità riguardo a misure tecnologiche ed organizzative che non possono in alcun modo essere sottovalutate” a dirlo è il Garante che replica, senza mezzi termini, all’Agenzia delle Entrate che riteneva di aver risolto ogni problematica in merito alla sicurezza dei dati sensibili, segue testo integrale del comunicato stampa ( ndr estratto dal sito istituzionale www.garanteprivacy.it):

Fisco: Garante privacy replica all’Agenzia delle entrate. Su Anagrafe tributaria criticita’ non risolte
Dichiarazione di Antonello Soro, Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali

“Il Garante ha riscontrato alcune significative problematiche nell’ambito di una recente attività ispettiva avviata all’esito di precise segnalazioni.
In particolare, rispetto ad alcune prescrizioni formulate all’Agenzia nell’ambito di specifici provvedimenti – che risalgono addirittura al 2008 – sono state riscontrate numerose ed importanti criticità riguardo a misure tecnologiche ed organizzative che non possono in alcun modo essere sottovalutate.
Peraltro, senza entrare nel dettaglio di un’istruttoria comunque complessa e che richiederà approfondimenti ulteriori, sorprendono le dichiarazioni secondo le quali tali criticità sarebbero già state risolte dall’Agenzia attraverso l`adozione di misure correttive.
Ed invero, dai primi riscontri che abbiamo ricevuto l’Agenzia, senza aver messo in alcun modo in discussione i rilievi che sono stati formulati dalla nostra Autorità, ha manifestato la volontà di provvedere in futuro alla rimozione degli stessi.
La tematica della sicurezza dei sistemi e delle informazioni che custodiscono vale per qualsiasi banca dati del Paese; a fortiori ancor di più per l’Anagrafe che rappresenta indubbiamente la più grande banca dati pubblica del Paese. Per questo, l’Autorità continuerà a lavorare affinché vengano garantiti i massimi livelli di sicurezza per impedire che possa essere violato anche un solo dato di un qualunque cittadino”.
Roma, 7 marzo 2016