Insufficiente versamento Irpef nel “termine lungo”

Rif. Art.17 D.P.R. 435 del 2001 ; Art.13 D.lgs 18 dicembre 1997 n. 471 ; Art. 13 D.lgs 18 dicembre 1997 n. 472 ; circolare Agenzia delle Entrate n.27/E del 2013 ; parere dell’Avvocatura dello Stato del 2 luglio 2012 n. 263000.

Il versamento del saldo Irpef dovuto con riferimento alla dichiarazione dei redditi e del relativo primo acconto, ex l’art.17 D.P.R. 435 del 2001, deve essere effettuato entro il 16 giugno. Il comma 2 del citato articolo dà la possibilità di effettuare detti versamenti entro il trentesimo giorno successivo ai termini ivi previsti, con una maggiorazione a titolo di interesse corrispettivo pari allo 0,40 per cento delle somme versate, c.d. termine lungo. E’ data facoltà di rateizzare mensilmente l’importo dovuto a saldo e primo acconto. Anche per l’ipotesi del versamento rateale, è riconosciuta la possibilità di usufruire del “termine lungo” quindi la prima rata potrà essere versata entro i trenta giorni successivi al 16 giugno.
Ciò premesso, non poche problematiche insorgono sul regime sanzionatorio nel caso risulti dovuta un’imposta maggiore rispetto a quella versata nel termine lungo.
A tal riguardo è intervenuta l’Avvocatura generale dello Stato, con parere del 2 luglio 2012 n.263000, ha precisato che: ” … il versamento entro 30 giorni dalla scadenza dell’importo dovuto senza la maggiorazione dello 0,40% è assimilabile all’omesso versamento parziale e non già al ritardato pagamento, e che di conseguenza la sanzione del terzo deve essere rapportata alla frazione dell’importo non versato, come disposto dall’articolo 13 del decreto legislativo n. 471 del 1997 per l’ipotesi di versamento parziale tempestivo…”
Il citato art. 13 D.lgs 471 del 1997 al primo comma prevede che: chi non esegue, in tutto o in parte, nei termini ex art.17 commi 1 e 3 del D.P.R. n.435 del 2001, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento di conguaglio o a saldo dell’imposta risultante dalla dichiarazione è soggetto a sanzione amministrativa pari al trenta per cento di ogni importo non versato.
Ad avviso dell’Avvocatura generale dello Stato, infatti, “ nel dubbio, deve privilegiarsi un’interpretazione della norma conforme ai principi di proporzionalità, ragionevolezza e certezza del diritto; …”
Il parere dell’Avvocatura dello Stato è stato pienamente condiviso dall’Agenzia delle Entrate, infatti con la circolare n. 27/E del 2013, definisce gli interessi sul versamento effettuato nel “termine lungo” quale “corrispettivo” per il vantaggio che il contribuente trae dalla disponibilità di una somma di denaro spettante all’ente creditore; la maggiorazione dello 0,40%, afferma l’Ufficio, non è altro che un interesse corrispettivo, versata congiuntamente all’imposta dovuta, senza distinzione di codice tributo.

In conclusione se è dovuta un’imposta maggiore rispetto a quella versata nel termine lungo, detto versamento non è da considerarsi tardivo tour court ma semplicemente insufficiente; la sanzione deve essere calcolata sulla differenza tra quanto nel “termine lungo” versato e quanto dovuto (imposta più maggiorazione).