Modello EAS: l’invio conviene anche se tardivo!

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A cura di Enrico Savio – dottore commercialista, revisore, autore e formatore in ambito Enti non profit.

Le associazioni e società sportive dilettantistiche hanno l’onere (nonché la convenienza) di presentare entro 60 giorni dalla data di costituzione il MODELLO PER LA COMUNICAZIONE DEI DATI RILEVANTI AI FINI FISCALI DA PARTE DEGLI ENTI ASSOCIATIVI (meglio noto come “modello EAS”). Nello specifico si ricorda che, se per gli enti sportivi dilettantistici costituiti nella forma societaria l’adempimento in questione è sempre richiesto, per le associazioni l’invio del modello EAS si renderà necessario entro 60 giorni dall’apertura della Partita iva (ovvero se dotate del solo Codice Fiscale qualora richiedano ai propri associati e/o tesserati una o più quote per la partecipazione alle attività istituzionali).Ciò premesso, sono tenuti alla trasmissione del modello EAS tutti gli enti associativi non lucrativi (e società sportive dilettantistiche) che intendono fruire delle disposizioni di favore previste dagli articoli 148 del TUIR e 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972. Come sopra chiarito, detto onere è previsto anche per gli enti associativi che, pur non percependo corrispettivi specifici (es. scuola ciclismo, mensilità danza, corso di inglese, ecc.) di cui al comma 3 e seguenti dell’art. 148, si limitano a riscuotere quote o contributi associativi disciplinati dal comma 1 della medesima norma.

L’omessa presentazione del modello comporta l’impossibilità di detassare sia le quote associative sia i corrispettivi specifici con conseguente applicazione dell’IVA e delle Imposte dirette su tale tipologie di introiti che assumo fiscalmente, quindi, la qualifica di “entrate commerciali”.
Detto questo, in data 29/09/16, a risposta dell’interrogazione parlamentare n. 5-09617, l’Amministrazione finanziaria ha fornito alcuni importanti chiarimenti sull’onere in questione, sottolineando in primis come il termine dei 60 giorni per l’invio del modello non deve ritenersi perentorio.
Infatti, secondo l’interpellata “la presentazione oltre i termini fissati, dunque, non preclude definitivamente all’ente di avvalersi del regime agevolativo di non imponibilità dei corrispettivi, delle quote e dei contributi di cui agli articoli 148 del TUIR e 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, ma esclude l’applicazione del regime di favore per le sole attività precedenti la data di presentazione del modello stesso”.
La de-commercializzazione di quote sociali e corrispettivi specifici, quindi, potrà essere applica a partire dalla presentazione (tardiva) del modello EAS, restandone escluse quelle compiute anteriormente tale data.

Concludendo, è comunque consentito all’ente associativo che non abbia presentato tempestivamente il modello EAS di fruire fin dalla data di costituzione dei benefici fiscali sopra esposti inoltrando lo stesso entro il termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi (il cui termine di presentazione scade successivamente al termine previsto per effettuare la comunicazione). Parallelamente all’invio telematico del modello EAS in questione il sodalizio dovrà procedere al versamento di una sanzione amministrativa pecuniaria con modello F24 (pari a euro 250,00).
In tale ultimo caso, come previsto dal D.L. n.16/2012, l’accesso alla “remissione in bonis” sarà possibile qualora la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’associazione/società sportiva abbia avuto formale conoscenza e che lo stesso ente beneficiario sia in possesso dei requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento alla data di scadenza ordinaria del termine (natura di ente non lucrativo, statuto registrato contenente le clausole di cui agli artt. 148, comma 8, Tuir e 4, comma 7, DPR 633/72, ecc.).