La valutazione del rischio

La paura è descritta come “un’emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia”.

Talvolta i media evocano la paura come una manifestazione emotiva assolutamente incontrollabile, causa di comportamenti irrazionali che si traducono in cadute vertiginose dei mercati mondiali.

La paura in realtà è, di per sé, un’emozione sana. Infatti, tale esperienza mette l’individuo nella condizione di attivarsi e di predisporre opportune strategie di fronte ad una condizione ritenuta rischiosa. Naturalmente, le reazioni di paura si manifestano con modalità e con intensità diverse, a seconda della percezione del rischio percepito

Ricerche classiche, condotte in diversi paesi, hanno dimostrato che la valutazione o percezione del rischio dipende da due principali dimensioni di giudizio: l’essere considerato pauroso o terrificante e l’essere ritenuto sconosciuto (Savadori e Rumiati, 2005). Così, per esempio, le persone percepiscono molto rischioso il nucleare, dato che le conseguenze sono terrificanti e non è del tutto  conosciuto.

L’esperienza emotiva associata alla paura sembra essere intimamente connessa alla nostra capacità di valutare i rischi, anche se può apparire come un indicatore di irrazionalità dalle tradizionali teorie economiche  che sostengono il mito dell’homo oeconomicus.

La valutazione dei rischi è per lo più il risultato di congetture basate su esperienze, o immagini, o concetti a cui sono associate emozioni più o meno forti.

Le stime che gli individui possono effettuare per giungere a prendere decisioni rischiose, come un investimento finanziario, possono essere sensibilmente condizionate dal ricorso a particolari strategie euristiche. Per esempio, la valutazione del rischio di una decisone per collocare risorse finanziarie può essere influenzata dal fatto che al decisore vengano facilmente alla mente conseguenze negative, in situazioni analoghe. Gli individui potrebbero, in questo modo, ritenere che quelle conseguenze siano più frequenti di quanto lo siano realmente, soltanto per il fatto di essere ricordate facilmente. Ma spesso tali informazioni vengono ricordate a causa della loro particolare vividezza. La paura per le perdite potenziali da investimenti rischiosi potrebbe, quindi, essere innescata da questo tipo di distorsione delle stime dei rischi.

La componente emotiva, che sembra essere così rilevante nella percezione del rischio, non è catturata dalle valutazioni soggettive della probabilità e della grandezza della perdita, cioè quegli aspetti in base ai quali la teoria economica tradizionale definisce il rischio. Probabilmente essa può essere catturata dalle valutazioni emotive veicolate dalle caratteristiche del rischio.